Prima della Scala, i lavoratori porteranno sul palco il loro appello: "No ai tagli alla cultura, bene primario come l'acqua"

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Un appello alle istituzioni contro i tagli alla cultura, che i lavoratori della Scala chiedono di leggere la sera del 7 dicembre, prima che si alzi il sipario del Boris Godunov, che inaugurerà la stagione lirica alla presenza, tra gli altri, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "La cultura è un bene comune e primario come l'acqua - è il testo proposto dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, che incontreranno nuovamente domani i vertici della Scala per fare il punto sul rinnovo del contratto unico -. I teatri, le biblioteche, i cinema sono come sorgenti inesauribili. La cultura è energia pura, energia per la mente e per l'anima di ogni essere umano. La musica, l'arte tutta è un linguaggio universale foriero di pace. Un Paese che taglia i finanziamenti alla cultura, taglia il futuro dei propri cittadini".

Il messaggio - in italiano e in inglese - dovrebbe essere letto da un lavoratore e da una lavoratrice a sipario chiuso, prima dell'esecuzione dell'inno nazionale e dell'inizio del Boris Godunov di Modest Musorgskij diretto da Riccardo Chailly e con la regia di Kasper Holten. Alla fine della recita, invece, dopo gli applausi degli artisti al proscenio, dovrebbe salire sul palcoscenico anche una delegazione delle maestranze composta da tecnici, sarte, truccatori, impiegati. Una testimonianza per spiegare che i lavoratori del più famoso teatro lirico del mondo non sono insensibili al momento difficile che sta attraversando l'economia nazionale, (tanto da aver proclamato finora solo uno sciopero durante la prima prova di insieme del Boris Godunov), ma giudicano inaccettabili nuovi tagli al settore della cultura. E' così che il grido di dolore per la "sforbiciata" ai rispettivi contributi annunciata da Comune e Regione potrebbe andare in scena la sera della Prima. "Diversamente - annunciano in un comunicato congiunto i sindacati confederali  - saremo pronti a valutare ogni forma di protesta".

L'unico precedente del genere nella gloriosa storia recente della Scala fu nel 2010: Daniel Barenboim, il direttore musicale del Piermarini di allora, prese la parola prima dell'esecuzione di "La Walkiria" di Wagner che apriva la stagione scaligera 2010/11 parlando davanti al capo dello Stato Giorgio Napolitano. "Siamo profondamente preoccupati per il futuro della cultura nel nostro paese e in Europa - disse - . Parlo anche a nome di tutti i miei colleghi che suonano, cantano, ballano e lavorano, non soltanto in questo magnifico teatro, ma in tutti i teatri d'Italia. E, se mi permettete, vorrei che ricordassimo insieme l'articolo 9 della Costituzione italiana: 'la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione'. Perché tagliando la cultura si taglia l'anima dell'Italia. Qualcuno dice che la cultura non si mangia. Ma anche mangiare troppo può fare male. La cultura non è un lusso, non è solo estetica ma è anche etica".

 

Estratto da La Repubblica: https://milano.repubblica.it/cronaca/2022/11/29/news/scala_prima_7_dicembre_boris_godunov_sindacati_messaggio_tagli_cultura-376729318/

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